Un giardino, in ogni luogo

La dimensione del giardino non è mai determinante, sono le relazioni fra le parti a trasformarlo in paradiso. Un giardino è un’alchimia, ragionata, fra pieni e vuoti, fra volumi e superfici, proporzioni armoniche e fra colori che si mantengono e colori che mutano o scompaiono con le stagioni. Le superfici sono i prati, i percorsi, i laghetti mentre i volumi sono dati dai vegetali e dagli elementi architettonici e d’arredo. Tutti questi elementi lo rendono una sorta di “scena teatrale”, che può essere goduta da molti punti di vista. Pieni e vuoti devono essere in equilibrio, incuriosire, scoprire e non coprire e nel contempo non celare troppo per non intimorire. In queste scene, i colori dei vegetali, saranno le “comparse” della scena, i laghetti o i corsi d’acqua dilateranno gli spazi e interpreteranno il tempo della giornata; diverranno luminosi o cupi, silenziosi o vivaci a seconda che vi sia il sole o il brutto tempo. È necessario conoscere approfonditamente il potenziale decorativo di ogni specie per poterlo assortire con un’altra e un’altra ancora ricordando anche che ogni specie vegetale si sviluppa diversamente e il suo divenire adulta può essere molto diverso da esemplare ad esemplare. Per questa ragione esiste la figura del paesaggista che conosce il materiale vivente con cui “allestisce” le scene, sa generare i volumi, gli scorci, portare le ombre dove occorrono e mantenere la luce dove necessario. Non è un obbligo avere grandi spazi per avere un “paradiso” proprio. L’alchimia funziona su ogni dimensione in ogni scala. Pieni e vuoti determineranno gli spazi funzionali su terrazzi o giardini, per far divenire questi luoghi un’estensione della casa in gran parte dell’anno e d’inverno divenire quadri tridimensionali da osservare dalle finestre della propria abitazione.

Progettare il verde realizza giardini romantico ma non troppo
Il giardino è da sempre, luogo di mediazione dell’uomo con la natura esterna; l’intermediazione fra casa e paesaggio dove il giardino è il catalizzatore funzionale che cattura gli elementi del paesaggio e li mette in connessione con gli spazi della casa con effetti e sequenze visuali di grande suggestione e fascino. Anche per questo esistono regole, principi armonici che permettono di tenere tutti gli elementi in relazione, legati da un filo rosso invisibile ma che se spezzato deve essere ricucito, rimettendo tutto in gioco, altrimenti cade il progetto, cadono le armonie e lo spazio esterno da paradiso, diviene un insieme di spazi in cui i vegetali sono posti a caso e dove l’alchimia non esiste più.

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